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La guida definitiva per non cadere nelle Bufale del web – L’unica approvata da Ermes Maiolica

Non farti prendere per i fondelli: Istruzioni anti-bufale per leggere sul web

di Maristella Vita

Il polpettone di mia nonna è meno confuso. Tra strati di bufale e strati di pubblicità oggi, informarsi nel web, è per stomaci forti. Leggendo i miei dieci fondamentali potreste fare anche voi un primo passo per la rimozione di quelle grasse e rosa fette di prosciutto che la maggior parte di noi, purtroppo, indossa sopra gli occhi. Come per qualsiasi foglietto illustrativo ci sono delle avvertenze: anche quando non sei on-line potresti essere investito da una bufala senza redini.

Ecco perché questa miniguida di consigli per informarsi attraverso il web è rivolta a tutti.

Profilo: Il lettore medio di informazioni su web lo si riconosce immediatamente, ha un bel cellulare con una bella cover e lo tiene in mano per lo più… sempre. È curioso, spesso precisino ma innocuo. Esiste, però, una sotto-categoria: il lettore-solo-web. Mi dispiace ma per te non c’è speranza, anzi fai parte della minaccia stessa. Il lettore-solo-web parlando diffonde le notizie farlocche e le idee marcie lette sul web dandole per vere, accompagna il vomito di informazioni una certa fermezza fuori luogo, non normalmente riconoscibile nelle caratteristiche personali del suddetto. Sì, perché spesso infatti il nostro caro uomo-polpettone non ha una grande personalità ma si nasconde dietro la convinzione di avere un carattere forte. Vive la sua vita privata esattamente come porta avanti le sue ricerche di informazioni su web, spalmando burro su quelle fette di prosciutto. Non analizza, non prova a cambiare punto di vista, crede che si vivesse meglio prima, prima di chi? Di cosa? Non chiedeteglielo perché non saprà rispondervi, non ci ha mai pensato. Ha passato anni a leggere i titoli degli articoli, facendosi una cultura. Tutte le cose scritte in grossetto lui le leggeva, arrivando a imparare a leggere così male che oggi è in grado di capire l’opposto di ciò che c’è scritto. Poi è passato al web, e ci naviga come un calzino dentro una lavatrice, trascinato. A lui una cosa o piace oppure la odia e, se la legge su web, la da per certa.

Ecco, ora che sai come riconoscerlo occhio al contagio!

Sì, perché capita anche al lettore-web di doversi muovere nel mondo, al bar, al ristorante, in ufficio, in auto in situazioni dove sfortunatamente per gli altri dovrà rivolgere la parola ad un altro uomo. È spesso in questi casi che l’esemplare deve rinunciare momentaneamente alla sua onniscienza, non disperate resterà riconoscibile dalla smart-zavorra che ha ben in vista sul tavolo dinanzi a sé. Questi attimi sono molto rari, spesso coincidono con orari non-lavorativi (perché nei lavorativi si informano su web) e sono molto pericolosi per tutti: è in questi momenti che può avvenire il contagio da bufale.

Ora, per loro come anticipato non c’è speranza ma per tutti gli altri sì, vi basterà stare attenti ad alcuni dettagli mentre navigate tra articoli e post ed ai lettori-solo-web e la vostra anima sarà salva dagli spam.

  1.  Su web c’è di tutto. Esperienze personali, opinioni, siti istituzionali, pubblicità, attività commerciali e, anche, Informazione. un articolo serio cercherà di rimanere sopra le parti raccontando l’accaduto chiaramente senza eccedere nel giudizio.
  2. Un articolo deve essere firmato per avere una qualche valenza. Esattamente come nella vita reale il “l’ho sentito dire in giro” non è attendibile. credete alla signora alla fermata dell’autobus che vi dice che pioverà o controllate il meteo da un dispositivo?
  3. Cercate il meteo in siti di cucina o in siti specializzati?. Ripeto, il web è traboccante di siti, è facile farli ma bisogna tenerli sempre pieni di informazioni perché il gioco del web funzioni. Spesso dietro a questi siti non ci sono editor o giornalisti ma persone senza nessuna conoscenza specifica in ambito dell’informazione, è il bello del web. Tutti possono dire tutto, ecco perché bisogna spostare il prosciutto mentre si naviga oppure limitarsi a cercare le news solo in quei siti “sicuri”.
  4. Quando cerchi nel web usi delle parole per stringere la tua ricerca? Quelle sono parole chiave per te come per il web. Anche in quei siti “sicuri” potrebbero nascondersi delle bufale. Chi scrive su web infatti ha un obiettivo: essere visto. Anzi è il contenuto che ha quell’obiettivo ed il web copywriter deve raggiungerlo. Lui analizza l’articolo e decide delle parole chiave che ti possano portare a quella pagina, a quell’articolo, abbastanza facilmente. Lui ragiona su cosa potresti battere alla tastiera per fare la tua ricerca, è come se pensasse prima di te. È un passo avanti sempre, nel bene e nel trashy.
  5. Il web fa già moltissimo per differenziare ciò che vale da quello che non vale ma ricorda i risultati della serp sono sempre indicizzati. Non è detto che il primo risultato sia il più competente in materia, potrebbe essere solo meglio indicizzato per parole chiave o avere un bravo web copywriter.
  6. I dati cari lettori su web, i dati fanno la differenza. Articoli senza dati sono come accuse senza prove, non servono a nulla. Non sono articoli sono solo storie, narrazioni che servono per intrattenere, per creare movimenti e visualizzazioni sul sito in questione, per tenere vivo l’interesse a quella pagina, ha lo stesso scopo della pubblicità.
  7. Attenzione la pubblicità è cambiata. Chi fa il mio lavoro ti sa vendere una aspirapolvere senza nominarla neanche, basta analizzare il target: chi ha quel bisogno particolare? O, a chi posso innescare quel bisogno? giovani coppie che vanno a convivere, mamme, amanti degli animali, single con poco tempo, gattare…E creare una conseguente pagina, magari su fb, la potrei chiamare “due cuori ed una capanna” così risulta stuzzicante per l’intero target. Ora, scrivo post sulla casa, sul vivere sereni, sul vivere sani, puliti e taaac tu condividi una aspirapolvere.
  8.  Tua zia vede il post che hai condiviso e compra una aspirapolvere. Non è detto che sia tu a chiudere la catena, ma quando diffondi qualcosa il messaggio si espande a macchia d’olio, segue tutte le fughe delle mattonelle e può arrivare al parquet quindi occhio, se non per voi stessi per chi vi circonda.
  9. Se sembra una bufala è perché è una bufala. Esistono persone pagate per commentare positivamente delle attività o per parlarne. Se leggi che quella aspirapolvere è magica controlla la fonte prima di fidarti e cari lettori tenete a mente: il 98% dei contenuti sui social non sono informativi.
  10. C’è chi quella cosa la leggerà. Il Social Network segue la logica del commerciale e dell’intrattenimento, è la nuova Barbara d’Urso quindi leggi e condividi quello che vuoi ma ricordati di dare il giusto peso all’informazione che leggi o diffondi.
Devi farlo per una sorta di responsabilità morale, per chi non ha speranze di imparare a destreggiarsi bene tra le bufale, Per quelli che “il titolo scritto in grossetto può bastare” ma anche per quelli  “hai sentito di quel politico”. È per il genere umano caro ex-lettore di riviste e quotidiani, il contagio del polpettone-man va circoscritto perché alle urne a votare ci andiamo tutti.